Ognuno è diverso dall'atro...

Foto Paolo Baraldi, testo Fabrizio Baron

 

 

Una bella storia con lieto fine che arriva dal profondo Marocco e che per una volta non parla di fuoristrada ma di persone. Anche questo è il Marocco, un Marocco diverso da come spesso viene dipinto dai media in Europa.

Finite le premiazioni a bordo piscina e i tanti giri di moresco offerti dagli equipaggi che ho aiutato a tirar fuori dalla sabbia durante la gara, salgo a bordo della mia Duster per far ritorno alla mia camera nella Maison d'hotes. Solitamente alle dieci di sera le luci sono spente e tutti dormono. Ma stranamente questa sera le luci sono accese, entro nel giardino per accedere alla mia camera ma Abdul mi viene incontro con una faccia scura e triste. Salam aleikum Abdul, kul shi mesien? Va tutto bene? Gli chiedo, lui mi fa un cenno negativo con la testa e mi informa che una signora tedesca che partecipa ad uno stage di meditazione, nel pomeriggio è uscita a fare una passeggiata nel deserto di fronte all'albergo e non era ancora ritornata. Alle sette di sera, appena dopo il tramonto la proprietaria della Maison d'hotes, Madame Parù, ha lanciato l'allarme alla Gendarmerie Royale. La signora sui sessanta era partita in t-shirt, pantaloni di cotone, ciabattine e, ancora più incredibile, senz'acqua. Mushkil kebir! Grande problema! Qui siamo nel sud del Marocco e il villaggio di Mhamid conta al massimo qualche migliaio di persone ma le istituzioni e una squadra di una trentina di persone si è subito mobilitata per cercarla. Il Mukkaddem, una sorta di nostro prefetto, il Caid, che copre le mansioni dei nostri sindaci, l'Arme Royale, la Gendarmerie Royale e il capo del villaggio vicino alla Maison d'hotes, tutti si sono attivati alla ricerca della signora tedesca. ore 23:10, il telefono squilla, hanno ritrovato le tracce della signora. Ore 23:30, la Signora tedesca è stata ritrovata a dieci chilometri di distanza dall'albergo quasi in stato di ipotermia. Lampi di fari nella notte illuminano a tratti le chiome delle palme del giardino e convergono verso la Maison d'hotes. Arrivano tre Toyota pick-up dell'Armee Royale e una della Gendarmerie Royale. Madame Parù, il sottoscritto, lo staff dell'albergo e tutte le amiche della Signora smarrita, tutti siamo felici e finalmente rilassati. Abdu ha già preparato tè alla menta e biscotti per tutti, la radio suona musica berbera. Si ride, si scarica la tensione, si festeggia, ancora. Ma questa volta festeggiamo per una vittoria molto più importante, una vita ritrovata. 

 

In questo periodo dove spesso le informazioni sui paese arabi sono a dir poco confuse e poco affidabili, ho voluto raccontare questo aneddoto per riconoscere il merito e l'efficienza delle istituzioni del Regno del Marocco, la sicurezza dei suoi territori e ribadire il concetto che ogni persona è diversa dall'altra e che nella diversità dimora la bellezza.