La nuova Gladiator vista da Massimo Larossa

Presentata al Camp Jeep, la Gladiator ha attirato l’attenzione e la curiosità di tutti i Jeepers. Massimo Larossa l’ha guardata per noi con gli occhi di un appassionato. Il suo resoconto è di chi la userà!

Foto e testo di Paolo Baraldi

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Sicuramente la nuova Jeep Gladiator è stata la più ammirata del Camp Jeep di San Martino di Castrozza. Ho già avuto modo, in un mio precedente articolo, di presentarvela e di darvi tutte le informazione tecniche.

Gladiator, in Europa solo diesel e nelle versioni Sport e Overland. Purtroppo niente Rubicon!

La nuova Gladiator sarà disponibile in Europa dalla seconda metà del 2020 e solo nelle versioni Sport ed Overland con motorizzazione EcoDiesel V6 da 3,0 litri. Peccato perchè la Rubicon sarebbe stata la più richiesta. Comunque, da indiscrezioni FCA potrebbe essere disponibile un kit per “rubiconizzare” la Sport e L’Overland.

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L’opinione di Massimo Larossa sulla nuova Gladiator

In questo articolo, ho chiesto a Massimo Larossa di guardare la Gladiator con gli occhi di un vero appassionato e poi di parlarcene.

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Massimo Larossa sulla nuova Gladiator

“La versione che ho visto era la Rubicon 3.6 benzina Pentastar. Purtroppo non è stato possibile provarla. Ad una prima occhiata, la Gladiator è impressionante per le sue dimensioni (larghezza 1877 mm, lunghezza 5487 mmb e passo 3485 mm). Con queste caratteristiche, credo che la Gladiator sarà sicuramente più appetibile per i mercati extra europei in quanto la conformazione italiana della viabilità ci limita con vetture cosi lunghe.”

Niente più logo Jeep sulla calandra frontale della Gladiator

“Il frontale riprende la nuova linea della Wrangler JL con una piccola differenza: è sparito il marchio Jeep dalla mascherina calandra anteriore. La cosa mi ha lasciato stupito e chiedendo informazioni al personale messo a disposizione da FCA per il Gladiator mi rispondono che la direzione generale ha deciso di non applicare più il fregio Jeep in quanto, secondo loro, ormai il brand è talmente forte nel mercato che tutti i prodotti Jeep sono riconoscibili e per questo non metteranno più il fregio anteriore. Spiegazione che da appassionato mi lascia basito anche perché è vero che il marchio Jeep é molto riconoscibile ma, personalmente mi piace avere sul frontale quello stemma.” 

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La calandra senza logo Jeep

Telecamera frontale, novità della Gladiator

“Sempre parlando della griglia calandra, la Gladiator è la prima Jeep costruita con la telecamera frontale di serie. Questo dispositivo è utilissimo sia per la guida starale, in quanto ci aiuta soprattutto nella fase di parcheggio, che per il fuoristrada aumentando la sicurezza e la manovrabilità sui tracciati come quelli in salita dove appunto la visibilità è scarsa. Le immagini vengono trasmesse nel grande monitor centrale del cruscotto. Si tratta di un grande passo tecnologico oltre che ad essere una novità per Jeep.”

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Un cassone studiato per il carico

“Sulla parte posteriore di questa versione, anche se ricordiamo che si tratta della versione Rubicon 3.6 USA, si notano tutte le attenzioni che casa madre ha utilizzato. Dal portellone con dispositivi di apertura e chiusura rinforzato e rallentato per evitare colpi sulle cerniere. Hanno utilizzato un sistema di chiusura veramente funzionale. La verniciatura dell’interno del cassone è fantastica in quanto antigraffio ed anche al tatto è gradevole. La cosa che più mi è piaciuta è il sistema di ancoraggio e fissaggio del carico. Hanno creato dei  punti laterali regolabili per tutta la superficie del cassone in modo che il carico si possa fissare in ogni punto del cassone sempre in modo corretto. Inoltre all’interno del cassone, di lunghezza di 152 mm, sono presenti delle utilissime prese per la corrente. Gli ingegneri di Jeep sono intervenuti anche sugli angolari del paraurti posteriore inserendo delle staffe di rinforzo nel caso di rocce ecc.”

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L’angolo di dosso è il vero tallone di Achille della Gladiator

“La parte laterale è il vero punto debole della Gladiator in quando la distanza tra le ruote (passo 3485 mm) è veramente tanta per il mercato italiano e quindi il ridotto angolo di dosso è veramente penalizzante.”

Due alberi di trasmissione posteriori per la Gladiator

“Mi sono accorto, sdraiandomi sotto la vettura, che in realtà la Gladiator utilizza parte della catena cinematica posteriore del Wrangler JL ma con la differenza che, dato il notevole passo, hanno dovuto applicare  un albero  di trasmissione supplementare come prolunga di quello posteriore in quanto non era possibile gestire una distanza così grande tra differenziale posteriore e riduttore. Quindi la Gladiator è dotata di 3 alberi di trasmissione.”

Interni già visti sulla Wrangler JL ma con alcune novità!

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“Passando agli interni, la parte anteriore è identica alla Wrangler JL mentre nella parte posteriore si notano un finestrino sul lunotto che da la possibilità di accedere direttamente al cassone. Molto utile nel caso si possa istallare una copertura totale del cassone per prendere oggetti evitando così di scendere  dalla vettura. I sedili posteriori sono molto comodi e contengono dei vani porta oggetti molto utili.”

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Larossa promuove la Gladiator nonostante le dimensioni veramente generose

“In conclusione, credo che questa nuova Jeep sarà molto apprezzata in quanto il pick up è un sogno per molti Jeepers anche se, come dicevo prima, le dimensioni penalizzano molto il mercato italiano. Personalmente mi è piaciuta molto anche perchè altamente personalizzabile come d’altronde tutte le Jeep. Non vedo l’ora di provarla sia in strada che in offroad ma… credo che dovremmo aspettare il Camp Jeep 2020.”