Breslau Poland 2017

Foto e testo Paolo Baraldi

 

Dal 24 giugno all'1 luglio si è svolta la Breslau Poland; ancora una volta la gara conferma la sua leggendaria fama di più completa e dura corsa di fuoristrada in Europa.

Il Rallye Breslau sin dal 1995, quando è andato in scena per la prima volta grazie alla volontà di  Klaus Leihener, ha rappresentato il sogno europeo dell’avventura offroad. A quei tempi si partiva da Monaco per arrivare a Breslau, il nome tedesco di Varsavia, dopo una dura settimana costellata da impegnative fangaie e profondi guadi. In seguito la partenza, senza modificare la formula della gara, è stata spostata a Berlino ed a Dresden fino alle ultime edizione che si svolgono unicamente in Polonia dove il terreno dei vasti poligoni militari si è dimostrato essere l’ideale per questa corsa. Dal secolo scorso ad oggi, la Breslau è cresciuta sempre più fino ad attestarsi, grazie all’organizzatore Alexander Kovatchev, come la più importante competizione europea di fuoristrada. 

La Breslau Poland raccoglie in un unico evento tutti gli appassionati, dalle moto ai grandi camion, di questo sport che possono decidere di gareggiare in una delle due categorie: Cross Country o Extreme. Quest’ultima rappresenta l’essenza storica della gara dove i grandi ostacoli naturali mettono a dura prova equipaggi e veicoli. La Cross Country invece, raffigura la modernità e la velocità raccogliendo il consenso di numerosi teams spesso reduci dalla Dakar. Questi due ingredienti, uniti all’unicità dei tracciati, sono bastati a far entrare la Breslau Poland nella storia del fuoristrada e nel cuore di tutti gli appassionati. Quale altra gara riesce a raccogliere in un’unica manifestazione tutte le molteplici sfaccettature del fuoristrada?

Anche quest’anno la leggenda ha preso vita e dal 24 giugno all’1 luglio la Breslau Poland è andata in scena con partenza e arrivo a Drawsko Pomorskie passando per l’inedito territorio della Pomerania Occidentale con il bivacco allestito a Gwda Wielka sulle rive del lago di Wielimie nelle vicinanze della città di Szczecinek. A detta dei partecipanti, e di alcuni marshal,  gli stage attorno al secondo campo hanno rappresentato, soprattutto per gli Extreme, il vero spirito della Breslau con i tracciati disegnati nella foresta come avveniva nelle prime edizioni di questa gara. Le difficoltà maggiori, per entrambe le categorie, sono invece state riscontrate nei percorsi all’interno del poligono militare di Drawsko. Qui il terreno misto sabbioso, reso ancora più impraticabile dalle forti piogge che hanno accompagnato tutta la corsa, con le profonde buche, piene d’acqua, create dai carri armati e dalle bombe lanciate durante le esercitazioni della Nato hanno reso la vita difficile a tutti i concorrenti. Come sempre la lotta non è stata solo contro il cronometro o gli avversari, sempre più agguerriti, ma anche contro la fatica, lo stress ed i problemi meccanici. Solo chi è riuscito a gestire al meglio tutte queste situazioni, senza farsi prendere dalla depressione o dal panico, ha visto il traguardo finale a coronamento di una intensa settimana. Già poter dire di aver finito la Breslau Poland è un grande risultato; una soddisfazione personale che no ha eguali.

Pensate quale gioia e quale appagamento hanno quindi provato i vincitori delle varie classi. Partiamo quindi dalla categoria Cross Country dove nelle moto ha vinto Rico Van der Sanden su KTM EXC500, tra i quad il più veloce è stato il polacco Andrzej Pieron su Can-Am Renegade, nei side by side la vittoria è andata a Artur Pesta e Przemek Budka, Polonia, su Polaris XPT, gli olandesi Sietse Ronner e Klaas Ronner su Bowler QT Wildcat hanno vinto le auto categoria Open, Gillese Girousse (FR), alla sua ventesima Breslau, navigato da Philippe Gregory (FR) sono arrivati primi tra le auto Limited a bordo di  un Toyota Land Cruiser 80, alla Germania va la vittoria negli Small Truck con Udo Heidenreich, Hermann Schmitz e Jan Borzym che spesso con il loro bel Hummer Unimog sono stati più veloci delle auto ed infine i vincitori tra i Big Truck Cross Country sono stati i cechi Vaclav Svoboda, Zdenek Novak e Milan Drazda che hanno impressionato tutti con il loro velocissimo Tatra 815 Dakar. 

Rico Van der Sanden
Rico Van der Sanden
Andrzej Pieron
Andrzej Pieron
Artur Pesta e Przemek Budka
Artur Pesta e Przemek Budka
Sietse Ronner e Klaas Ronner
Sietse Ronner e Klaas Ronner

Gillese Girousse e Philippe Gregory
Gillese Girousse e Philippe Gregory
Udo Heidenreich, Hermann Schmitz e Jan Borzym
Udo Heidenreich, Hermann Schmitz e Jan Borzym
Vaclav Svoboda, Zdenek Novak e Milan Drazda
Vaclav Svoboda, Zdenek Novak e Milan Drazda

Nella categoria Extreme, tra le moto ha vinto l’olandese Bart Van Mieghem su Yamaha WR450, nei quad il più veloce è stato il polacco Kusy Remigiusz a bordo di un Polaris Scrambler, i primi nei side by side sono stati i francesi Jean Marc Meunier e Gael Gorce con un Polaris RZR, tra le auto Open il primo posto va alla Polonia con Jarek Andrzejewski e Maciej Radomski su prototipo Walterteam Rumburak, nella Limided delle auto la vittoria è andata alla Francia con Didier Chauvot e Andre Ferrari su Land Rover Defender, i tedeschi Steffen Braun e Rainer Ulrich vincono con il loro Unimog nella classe Small Truck mentre nei Big Truck la vittoria è sempre tedesca ma con Kay Messner, Nico Huth e Matthias Pietzsch che hanno dominato con il loro Man Kat. 

Bart Van Mieghem
Bart Van Mieghem
Kusy Remigiusz
Kusy Remigiusz
Jean Marc Meunier e Gael Gorce
Jean Marc Meunier e Gael Gorce

Jarek Andrzejewski e Maciej Radomski
Jarek Andrzejewski e Maciej Radomski
Didier Chauvot e Andre Ferrari
Didier Chauvot e Andre Ferrari
Steffen Braun e Rainer Ulrich
Steffen Braun e Rainer Ulrich
Kay Messner, Nico Huth e Matthias Pietzsch
Kay Messner, Nico Huth e Matthias Pietzsch

Anche l’Italia è stata rappresentata in questa dura gara da due equipaggi che hanno corso tra le auto Limitd e tra gli Smal Truck entrambi nella categoria Extreme. Menzio Giuseppe e Isnardi Luigi sono arrivati quinti correndo con un Discovery praticamente di serie. Giuseppe e Luigi non avevano velleità di classifica ma volevano vivere dal vero questa esperienza dopo anni che la seguivano da lontano. Il veterano Marino Mutti, navigato da Andrea Mazzoleni, ancora una volta non è stato assistito dalla fortuna. Dopo un’ottima metà gara che lo ha visto sempre trai i primi cinque, si è dovuto ritirare per problemi meccanici… il prossimo anno ci riproverà ancora? Noi lo speriamo perché Marino ha tutte le carte in regola per ben figurare in questa gara.

Menzio Giuseppe e Isnardi Luigi
Menzio Giuseppe e Isnardi Luigi
Marino Mutti, navigato da Andrea Mazzoleni,
Marino Mutti, navigato da Andrea Mazzoleni,

L’appuntamento con l’RBI Series è invece per settembre con la Balkan Offroad che si svolgerà in Bulgaria dal 16 al 23 settembre.